Logo

La Storia

La Chiesa di Santa Maria della Strada di Matrice, nata come parte di un insediamento benedettino, si trova a una decina di chilometri a Ovest di Campobasso. Il nome stesso deriva dal tratturello Candela, via di transumanza che collegava l’Abruzzo alla Puglia. Il sito è strategico: un crocevia tra montagna e pianura, tra il Sannio e l’Adriatico, scelto nei secoli per la sua vicinanza a ricchezze agricole e minerarie. A questo si aggiunge il fascino dalla funzione di luogo di culto per i pellegrini lungo il tratture, oppure dal greco Hodòs, guida della strada, da cui l’omonimo appellativo.

Il sito era già frequentato dall’Età del Bronzo Recente (1350-1200 a.C.) alla prima Età del Ferro (950 a.C.) e poi in epoca romana, come testimoniano le scoperte archeologiche. Agli inizi e alla fine del VII sec. il feudo di Matrice, come testimonia Aveliero che fece dono del terreno sul quale sorge il monumento, come testimona un’iscrizione bizantina della cappella dei Santi Cosma e Damiano. La prima chiesa fu consacrata nel 1148 dall’arcivescovo Pietro di Benevento, è uno degli esempi più significativi di architettura romanica in Molise. Intorno ad esso strutture e pianure di altre arcate su due semicircoli. L’antico palazzo abbaziale e il campanile completano il sito. La facciata in blocchi di pietra squadrata, lavorati e privi di intonaco, è di fattura pregevole, con un portale centrale che ne sottolinea l’unitarietà decorativa architettonica. Anche con le strutture limitrofe sui laterali il ricco ciclo di bassorilievi intorno ha inizio. L’interno è a tre navate con pilastri decorati con motivi vegetali.

La copertura, un tempo a volta e crociere, oggi utilizza travature lignee. Decorano la chiesa una statua in legno raffigurante la Madonna con il Bambino, un Crocifisso in travertino, tomba di Berardo D’Aquino. Gli elementi decorativi riflettono un incontro di culture latina, bizantina e nordica, di influenza normanna. Nel 1889 il complesso della lunga abbazia benedettina, è dichiarato Monumento Nazionale.