La Chiesa

FACCIATA
La facciata di Santa Maria della Strada, costruita tra XI e XII secolo in stile romanico-longobardo, con blocchi di pietra squadrata a facciavista, è di fattura pregevole. Il portale centrale è sormontato da un protiro schiacciato sorretto da fascine alternate e sue arcate cieche con lunette. Un ricco ciclo di bassorilievi con scene bibliche e motivi geometrici rende unica questa chiesa. Molte delle figure scolpite sulla facciata richiamano la simbologia della resurrezione, della vita eterna e della vittoria del bene sul male, ma la loro interpretazione è incerta.

AQUILA
In cima al timpano, un’aquila, simbolo di Cristo tiene tra gli artigli le figurazioni del male sovrastata da serpenti: al centro un uomo con una barba corta e aspetto fermo, a destra un felino, a sinistra un essere rovesciato sul dorso simile anch’esso ad un felino. Formano una sorta di colonne con capitelli collegati da archietti. Più in basso vediamo al centro, del filistene di un colonato visto dal basso. Simbologia dei dodici porte della Gerusalemme Celeste, evocando la perfezione della città dell’Apocalisse. Al lati due mezzi busti con zampe anteriori rappresentanti rispettivamente la forza e pazienza e sono legati alla leggenda del Re Bove.

TIMPANO
Al centro del timpano domina una figura a cavallo, frontale, ai cui lati sono tre uccelli. Sotto il timpano due coppie di animali simmetriche combattono. L’insieme è di difficile interpretazione: la figura al centro può essere identificata sia come figura maschile sia come figura femminile. Nel primo caso si tratterebbe di Cristo come cavaliere apocalittico, rappresentato in ieratica frontale sebbene sia a cavallo. Nel caso invece si tratti di una figura femminile, protende l’arma o la croce e rinforza le vesti e di croce e i rimbaldi della Madonna della Strada. Cristo sulla monte e diadema Celeste, sposa di Cristo.
Al lati della figura due padroni alludono alla vittoria di Cristo sulla morte e diadema dell’inferno. Nel piccolo campo il combattimento di copie di opposte creature si riferisce al Cristo che con la morte è diadema vince contro a volute che percorre il due lati superiori del timpano, inquadrando dodici elementi vegetali uguali, forse alberelli simili a palme, anch’esse simboli di immortalità. Nella voluta è stata vista anche una rappresentazione di un fiume, forse il Giordano.

PORTALE – FREGIO SUPERIORE
Il fregio sotto il timpano rappresenta, da destra a sinistra, la vicenda del profeta Giona, simbolo della resurrezione di Cristo. A destra un mostro marino, la pistrice alata, inghiotte Giona. Svelando solo le gambe e il busto. Al centro due martiri minimi per mano si accoppiano la coda. A sinistra, la pistrice sputa Giona, visibilmente vivo ancora. Sopra il portale, una serie di ARCHETTI CONCENTRICI decorati con motivi a foglie, rosette e dentelli. Due draghi scolpiti divorano due uomini, allegoria della morte cristiana.

LUNETTA ARCO LATERALE SINISTRO
A sinistra: un cavaliere trafigge un uomo con una lancia, accanto a un cavallo legato a un albero, alla presenza di altre figure. La scena è forse la raffigurazione veterotestamentaria di Ioab che uccide Assalone, oppure dalla Chanson de Geste: Fioravante che uccide i saraceni e libera una fanciulla – la figura alla estrema destra.

LUNETTA ARCO LATERALE DESTRO
A destra: un uomo con un bastone segue un cavallo imbrigliato e nei tre girali al centro un uomo suona un corno e al lati due cervi. Forse il tutto si riferisce alla Chanson de Roland, raffigurati in alto con la sua spada e il cavallo, e in basso mentre suona per chiamare Carlo Magno.