La Leggenda del Re Bove
La fondazione della Chiesa di Santa Maria della Scala viene fatta risalire ad una leggenda diffusa in tutto il Molise: Il Re Bove aveva fatto un torto a una parente stretta. Se ne era innamorato? L’aveva stuprata? Era la sorella o la figlia di questo Zeus molisano? Serviva il perdono del Papa o un permesso per sposarla. Le vecchie storie si confondono: l’amore trascende nello stupro, un permesso diventa perdono.
Il Papa impose di costruire cento chiese in una notte di forma e grandezza determinata e disposte in modo che fossero visibili l’una dall’altra.
Al Re Bove non restò altro che venire a patti con il Diavolo per farsi aiutare nell’impresa. Il Diavolo staccava rocce dalle montagne e le lanciava a valle al re, che le assemblava in perfette chiese, una dopo l’altra.
Ma alla novantanovesima chiesa e allo spuntar del sole, il Re si pentì: avrebbe perso l’anima. Chiese perdono a Dio: fu salvo, ma tramutato in un bove di pietra sulla facciata della chiesa di Santa Maria della Strada. Il Diavolo lanciò un masso contro il campanile, che rimbalzò e si piantò nel terreno: è ancora lì, il “masso del diavolo”.
Delle novantanove chiese sette erano sopravvissute nell’Ottocento, oltre a quella affianco: San Leonardo (Campobasso), Maria Santissima Assunta (Ferrazzano), Santa Maria di Monteverde (tra Vinchiaturo e Mirabello), Santa Maria a Monte (Cercemaggiore), Cattedrale di Volturara Appula.
La settima resta invece incerta.